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Nives e Romano: la coppia degli Ottomila

Pubblicato: 30/01/2018 16:12:42
Categorie: News

fonte: banskofilmfest.com


Ci sono coppie che amano andare a far spesa insieme, altre che hanno la passione per la fotografia, altre, come Nives Meroi e Romano Benet, collezionano scalate degli ottomila. Classe 1961 lei, 1962 lui, sono la prima coppia (anche nella vita) ad aver scalato tutti i 14 Ottomila della Terra. Senza ossigeno. Né portatori. Vero stile alpino.

Nives e Romano si sposano nel 1989 e invece di scegliere le rose per il giardino, progettano spedizioni.

È una bella storia la loro, fatta di tentativi, rinunce, successi. Se dovessi scegliere una parola per riassumerla, “insieme” mi sembrerebbe la più giusta. Insieme hanno conquistato l’ottomila che ha suggellato il primato, l’Annapurna L’11 maggio 2017, insieme hanno raggiunto la vetta del K2 nel 2006 attraverso lo sperone Abruzzi, regalando a Nives il titolo di prima donna ad essere riuscita nell’impresa. Insieme sono tornati nel 2009 dal Kangchenjunga, a pochi metri dalla cima, perché Romano non stava bene e Nives ha pensato che non avrebbe avuto senso farlo senza di lui. Insieme hanno scalato la malattia di Romano e insieme sono tornati nel 2014 a prendersi quei metri che mancavano alla vetta del Kangchenjunga.

Il loro è un percorso costellato di imprese vere, come quando nel 2003 in soli 20 giorni, salgono uno dopo l’altro Gasherbrum I, Gasherbrum II e Broad Peak . Anche in questo caso Nives è la prima donna a riuscirci, ma non è la competizione che li spinge, anzi la rifuggono, tanto che nel 2009 lei si scosta dalla gara per la prima conquista femminile di tutti gli ottomila dichiarando: “L'alpinismo di oggi perde proprio le caratteristiche del gioco come lo intendiamo noi, ovvero esplorazione di sé stessi in contesti diversi. Il fatto che l'alpinismo himalayano femminile sia diventato una corsa con come unico obiettivo il risultato mi ha fatto decidere di non giocare più”.

Certo ci sono anche tentativi falliti in questa storia, come quello del primo ottomila, nel 1994: K2 dalla parete nord; hanno rinunciato a 200 mt dalla vetta. A guardarli più da vicino questi mancati successi, però, si capisce come non siano una sconfitta, ma un metro per comprendere quanto sia puro lo spirito alpinistico che li muove. Scelgono le vie meno ripetute e vogliono battersi la traccia da soli Romano e Nives, niente portatori e niente ossigeno, è solo così che si vive l’alpinismo, alpinismo che non scelgono come professione, perché vogliono continuare a considerarlo una passione, e tenerlo in quella parte di cuore dove sono solo i sogni a farla da padrone.

“È la natura che comanda e detta le sue regole. Noi dobbiamo avere un approccio umile sia nell’alpinismo sia nei confronti della natura, dobbiamo ascoltare i segnali e avvicinarci a piccoli passi alla montagna. Solo così abbiamo la possibilità di goderci al meglio la nostra attività e di mantenerci in vita; che è la cosa più importante” Romano Benet

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