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For a piece of cake: la recensione materiali di Chiara e Riccardo

Pubblicato: 14/12/2017 11:54:07
Categorie: News , Prodotti

Siamo Chiara e Riccardo e per 385 giorni abbiamo viaggiato a cavallo di due biciclette per raggiungere Singapore, affascinante meta esotica distante quasi 18000 km dalla nostra città di nascita e di partenza, Cesena.

Il progetto che abbiamo creato attorno a questa impresa si chiama ‘For a Piece of Cake’, un rimando al fatto che Chiara ha il diabete di tipo I e che, pedalando quotidianamente una media di circa 50 km, si poteva concedere piccoli piaceri di gola durante il viaggio e insieme ridurre notevolmente il fabbisogno giornaliero di insulina.

Mountain eXperience è stato da subito al nostro fianco in questa avventura incredibile, con consigli preziosi durante la pianificazione e con una sponsorizzazione molto importante. Ci siamo potuti rifornire presso il loro negozio di un’ampia serie di prodotti fondamentali per la buona riuscita dell’impresa, a partire dalle borse tecniche per la bicicletta, le famose Ortlieb che costituiscono ormai un biglietto da visita per i cicloturisti di tutto il mondo.

Noi abbiamo viaggiato con le Borse Ortlieb Back Roller Classic fissate lateralmente al portapacchi posteriore, le Ortlieb Sport Roller Classic anteriormente e Riccardo trasportava anche una Ortlieb Rack Pack M, cioè un pezzo di 31 litri di capienza che si appoggia orizzontalmente sul portapacchi posteriore e si aggancia con quattro clip alle due borse precedenti. Il marchio tedesco Ortlieb è garanzia assoluta di affidabilità ed efficienza: le borse hanno resistito bene ad oltre un anno di utilizzo, conservando la loro resistenza all’acqua e rigidezza. Abbiamo dovuto rivestire i tubi dei portapacchi di guarnizioni idrauliche per evitare che il metallo fosse danneggiato dallo sfregamento prolungato con gli agganci delle borse, a prova di quanto resistente sia questo prodotto!

Al manubrio entrambi portavamo una Ortlieb Ultimate 6L Classic, cioè un borsello con apertura e sgancio rapidi (ma anche con una eventuale chiave di sicurezza per assicurarlo alla bici), in cui collocare quelle cose che possono servire di frequente durante le pedalata. Lo stesso Ultimate, poi, ci accompagnava in veste di normale borsa a tracolla quando lasciavamo le biciclette e ci spostavamo a piedi. Riccardo, fotografo professionista, aveva attrezzato il suo borsello con una Imbottitura Interna per Ultimate che ha lo scopo di proteggere la macchina fotografica dalle vibrazioni del manubrio. Quest’ultima è tornata a casa integra dopo oltre un anno di strada, provando l’efficienza dell’imbottitura Ortlieb. Nonostante l’ingombro della macchina fotografica e dell’obiettivo, Riccardo riusciva a riporre nell’Ultimate anche qualche altro pezzo che era importante avere sempre a portata di mano.

Sopra al borsello, legato con gli appositi lacci, aveva poi il Portacartina per Borsa Ultimate, cioè una busta trasparente che tiene al sicuro le cartine geografiche dalla pioggia e umidità. A lungo andare e con le temperature altissime che abbiamo incontrato la pellicola si è ingiallita ed è capitato che l’inchiostro delle mappe si fondesse, incollandosi alla plastica, ma, in condizioni normali, il portacartina è un prodotto utile e pratico.

Oltre a questi prodotti per il cicloturismo, Mountain eXperience ci ha fornito tutta l’attrezzatura legata al campeggio e alla vita outdoor, fornendo una consulenza fondamentale a due persone alle prime armi come noi. La Tenda Ferrino Phantom 3 è stata scelta per noi per le sue caratteristiche di particolare leggerezza, autoportanza e rapidità di montaggio.

Una volta trovato il punto ideale al campeggio, impiegavamo meno di cinque minuti ad assemblare pali, catino e soprattelo. La tenda era pensata per tre persone, ma noi occupavamo il terzo spazio con le borse contenenti oggetti di valore e insulina. Quelle che non trovavano posto all’ interno, invece, restavano nelle due piccole verande della tenda. Ci occupavamo poi di gonfiare a fiato i due Materassini Therm-a-Rest NeoAir Trekker, operazione che richiede meno tempo di quanto possa sembrare e garantisce un riposo molto più comodo rispetto agli stuoini classici. Al mattino, con alcune rapide pressioni, sgonfiavamo i due materassi che tornavano alle dimensioni di due cilindri di diametro 5 cm e altezza 20 circa.

Ci è capitato poi, in diverse occasioni, di montare il catino della tenda anche all’interno di stanze d’albergo - sopra ai letti - per tenere lontane le zanzare e altri insetti fastidiosi che infestavano l’area.

I Saccoletto Ferrino Nightec occupavano volumi davvero modesti, nonostante ci tenessero caldi fino a temperature esterne di circa 4°C. Durante le nottate sulle fredde montagne nepalesi chiudevamo ogni cerniera disponibile, lasciando appena uno spazio ovale per il viso e godendo della bolla di calore che si formava all’interno del sacco a pelo.

Con le piccole Lampade frontali Black Diamond Spot illuminavamo le nostre serate di campeggio, con la possibilità di essere portate sulla fronte o appese al gancio sommitale della tenda. Per evitare che, nonostante la sicura inserita, le lampade si accendessero inavvertitamente dentro alle sacche da bicicletta, eravamo soliti rimuovere una delle tre pile mini-stilo che le alimentano.

Seppure fossimo dell’idea di mangiare il più possibile nei ristorantini locali lungo la strada, avevamo con noi, tra l’attrezzatura da campeggio, anche un Fornello MSR Whisperlite Universal, che offre il grosso vantaggio di funzionare con molti tipi di combustibili. Lo abbiamo usato in combinazione con una fantastica pentola Popote Sea to Summit XPot 2,8l, in silicone collassabile, che occupava un volume insignificante, insieme ai due piatti Popote Sea to Summit XLBowl che si possono collocare al suo interno. L’accortezza che la fiamma non raggiunga le parti in silicone della pentola è fondamentale, quanto facile da rispettare. Il coperchio forato permette di scolare la pasta con praticità, senza portare con sé un ulteriore pezzo ingombrate come lo scolapasta. Non avevamo bicchieri o tazze perché le borracce da bici svolgevano la stessa funzione.

Una domanda che ricorre di frequente riguarda l’abbigliamento e le calzature che abbiamo portato in viaggio. Per leggerezza ed economia di spazi avevamo con noi solo un paio di scarpe in Gore-Tex (per Chiara The North Face Ultra Fastpack II, per Riccardo Aku Mio Surround GTX) ed un paio di Sandali Teva Terra-Fi, entrambi adatti alla pedalata grazie ad una suola rigida resistente all’usura causata dai dentelli metallici dei pedali. Queste calzature hanno resistito per tutti e tredici i mesi di viaggio senza bisogno di essere rimpiazzate. I sandali permettevano un maggiore comfort termico al piede, ma insieme lo proteggevano meno da eventuali urti e gli consentivano una piccola libertà di movimento, negativa ai fini della pedalata. Le scarpe, robuste e impermeabili, erano sicuramente più comode per l’attività fisica. Insomma abbiamo pedalato per il 90% dei giorni con le scarpe, riservando i sandali per le temperature più alte, per le tappe brevi e come ricambio per quasi tutte le serate di viaggio.

Per le stesse ragioni trasportavamo pochi capi di abbigliamento, ma di qualità: calzoncini leggeri che asciugassero in fretta (Salewa Pantalone Travel Corto DO V Magnet per Chiara e Montura Pantalone Corto Montura Stretch 3 Bermuda per Riccardo), felpe calde con cappuccio e cerniera (Montura Confort Hoody e Wild Country Work Hoodie WBrick) e t-shirt in materiale sintetico e leggero (Montura Outdoor Holiday Polo e Wild Country Friend 3).

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